MESSAGGI POSITIVI GENITORE- FIGLIO
‘’Essere genitori è il mestiere più difficile al mondo ’’ è un’affermazione molto diffusa, che spesso abbiamo sentito e che riflette la complessità di questo ruolo che non ha un manuale valido per tutti e richiede la ricerca di un costante equilibrio tra amore, limiti, comunicazione e sostegno all’autonomia: un’esperienza che può essere faticosa quanto splendida e trasformativa per chi la vive.
Il ruolo dello PSICOLOGO nel sostegno alla genitorialità è quello di aiutare i GENITORI a dare un nome ai propri vissuti e gestire lo scambio comunicativo con i figli costruendo equilibri famigliari più sani.
Le frasi guida dell’ascolto attivo sono:
- Ti ascolto
- Sono qui con te
- Cosa ne pensi?
I genitori, con il sostegno dello PSICOLOGO, cercheranno il significato del sintomo manifestato all’interno del loro sistema famigliare per individuare nuove possibili soluzioni.
La famiglia è il primo e più importante spazio relazionale nel quale i figli IMPARANO e DECIDONO chi sono e come essere: è lo spazio privilegiato per la costruzione e lo sviluppo dell’autostima.
Alla base della costruzione dell’autostima c’è la decisione di essere degni d’AMORE e di essere COMPETENTI. L’autostima è il valore che ognuno ha di sè stesso, e da questa parola dipende il considerarsi degni di rispetto, considerazione, successo, amore, di poter imparare nuove cose ed essere una persona felice.
Le domande guida fondamentali che un genitore deve porsi sono:
- Mio figlio si sente degno di amore incondizionato?
- Mio figlio si sente competente e capace anche se sbaglia?
I genitori possono incidere nella costruzione dell’autostima dei figli fornendo loro ESPERIENZE DI VITA positive o negative e offrendo una grande quantità di MESSAGGI attraverso cui i bambini potranno scegliere gli elementi per la costruzione della propria immagine.
E’ compito dei genitori rispondere ai bisogni del proprio figlio di:
- Rassicurazione
- Riconoscimento
- Appartenenza
I messaggi fondamentali per la costruzione dell’autostima e per trasmettere il senso di competenza sono:
‘’Tu sei importante e meriti di essere amato proprio perché esisti’’
‘’Hai fatto bene questa cosa!’’
‘’Tu sei capace!’’
LE CAREZZE
Il bambino ha bisogno di essere TOCCATO e RICONOSCIUTO dai genitori tramite le CAREZZE.
Le CAREZZE sono qualsiasi atto che implichi il riconoscimento della presenza dell’altro e veicolano il messaggio SO CHE CI SEI.
‘’Se tu mi tocchi con dolcezza e tenerezza
Se tu mi guardi e mi sorridi
Se qualche volta prima di parlare mi ascolti
Io crescerò, crescerò veramente’’
I messaggi che possono essere veicolati dalle CAREZZE sono:
Sei importante
Mi fa piacere vederti
Ti voglio bene
Buona giornata
Sono felice che tu sia qui
Ti ho pensato
Vuoi giocare con me?
UN PO’ DI STORIA..
Dalla famiglia Normativa alla famiglia Affettivo Relazionale
Dal al Novecento fino circa agli anni Settanta il modello famigliare dominante era quello della famiglia NORMATIVA in cui i ruoli erano chiari e definiti in modo gerarchico e verticale e le REGOLE erano rispettate perché arrivavano dall’AUTORITA’ genitoriale. In questo contesto i genitori perlopiù non si sentivano in colpa se sbagliavano e il mondo degli adulti era attraente per i ragazzi perché permetteva di avere un ruolo nella società.
Dagli inizi degli anni Settanta circa c’è stata una transizione verso il modello AFFETTIVO RELAZIONALE in cui i genitori hanno sentito la necessità di allontanarsi dalla rigidità precedente e si sono quindi avvicinati al ruolo del figlio; Se da un lato questo ha permesso un aumento dell’empatia verso i figli, dall’altro ha reso i figli troppo dipendenti dallo sguardo e l’opinione dell’adulto.
Inizia con questo nuovo modello il fenomeno dei genitori-confidenti che cercano di evitare il più possibile l’esposizione del figlio alle emozioni negative con una tendenza al PERFEZIONISMO ad essere buoni genitori.
In questo nuovo contesto le regole uguali e valide per tutti non hanno più senso e il risultato è che i figli diventano spesso esperti conoscitori del funzionamento mentale dei genitori più che di se stessi.
L’obiettivo odierno è imparare come genitori a mantenere la giusta DISTANZA dai figli e uno sguardo moderato, offrendo un rispecchiamento valorizzante e non giudicante, evitando un sovraccarico di aspettative nei loro confronti.
LA COPPIA E LA GENITORIALITA’
Prima della coppia genitoriale esiste una COPPIA CONIUGALE a cui è fondamentale venga mantenuto tempo e attenzione anche dopo essere diventati genitori. Come la coppia è riuscita a costruire una propria IDENTITA’ DI COPPIA, attuare un RAPPORTO DI RECIPROCITA’ e definire un CONFINE DI COPPIA chiaro realizzando un equilibrio tra la lealtà verso il partner e quello con la famiglia d’origine, sono tutti elementi che saranno interiorizzati dal figlio come modello relazionale esemplificativo del rapporto uomo-donna.
I figli apprenderanno e faranno quindi propri i modelli relazionali che la coppia coniugale ha instaurato al suo interno ed è quindi fondamentale chiedersi, come genitori, quale modello di relazione si sta proponendo al proprio figlio; lo Psicologo può essere utile per facilitare questo processo di consapevolezza nella COPPIA GENITORIALE.
Ma se la coppia coniugale può finire, la coppia genitoriale condividerà sempre il destino comune di essere GENITORI.
Il PADRE
- Il padre rappresenta l’autorità e il pensiero razionale
- Aiuta il figlio a separarsi dalla madre
- Regola la distanza madre figlio
- Sollecita e incoraggia l’autonomia e l’indipendenza
- Promuove il processo di identificazione sessuale del figlio
- Per poter reggere
LA MADRE
- E’ in grado di reggere la relazione madre-figlio ma deve aver prima elaborato il suo ruolo di figlia e il rapporto con la propria madre
- La madre deve fare i conti con i l concetto di perfezione instillato dalla società che le richiede la perfezione dal punto di vista fisico e dall’essere madre e professionista.
- L’immagine di mamma solo dolce e affettuosa rimanda allo stereotipo dell’istinto materno: i vissuti presenti in una madre possono essere ambivalenti ovvero fatti di tendenze contrapposte positive/ protettive e aggressive/distruttive.
Il ruolo materno implica la capacità di essere autenticamente disponibili in modo che il figlio possa percepire sicurezza interna e fiducia ma allo stesso tempo RINUNCIANDO al ruolo di mamma perfetta.
E’ importante che la madre accetti di essere sufficientemente buona, non perfetta.
Diventare GENITORI significa imparare a riconoscere questi aspetti, imparare a gestirli e ricordare che gli atteggiamenti che i genitori reciprocamente stimano uno dell’altro saranno i mattoni che contribuiranno alla costruzione dell’identità del figlio, consentendogli di individuarsi come persona adulta e autonoma.
Anche nei casi di separazione riuscire a riconoscere anche un solo piccolo aspetto positivo in cui l’altro è un buon genitore è fondamentale per la crescita del proprio figlio.
CODICE MATERNO E CODICE PATERNO
All’interno di una famiglia sana è necessario un equilibrio flessibile tra il CODICE MATERNO e il CODICE PATERNO, il sintomo si colloca nella rigidità, cioè nell’imperialismo di un codice assoluto.
CARATTERISTICHE DEL CODICE MATERNO
Appartenenza
Accudimento
Risposta ai bisogni
‘’Per iniziare aspettiamo tutti’’
CARATTERISTICHE DEL CODICE PATERNO
Norma
Regole giuste/sbagliate
Senso di responsabilità
Incoraggia
Protegge
‘’Si inizia alle 16.30’’
I Codici Genitoriali sono degli schemi comportamentali e spiegano le condotte affettive, sono di tutti, indipendentemente dall’ identità di genere.
I QUATTRO STILI GENITORIALI
STILE GENITORIALE CRITICO POSITIVO
Mostra e spiega come fare bene le cose, come cambiare, come vincere. Afferma, sostiene l’altro come persona che cresce, è costruttivo, riesce a prospettare alternative, insegna a chiedere aiuto nelle situazioni problematiche. Fornisce limiti, pretende che si tenga fede agli impegni assunti offrendo contemporaneamente gli strumenti e l’aiuto necessari.
STILE GENITORIALE AFFETTIVO NEGATIVO
Apparentemente sostiene, in realtà invita alla dipendenza. Giudica l’altro debole e inadeguato, blocca le energie, disconosce la possibilità di crescere e di imparare e impedisce l’autodeterminazione.
‘’Povero…lo farò per te…Non c’è niente che tu possa fare’’
Essere opprimenti, soffocanti, distruttivi e seduttivi.
I bambini che crescono con questo stile genitoriale sono dipendenti dai genitori, intuiscono che crescendo feriranno i genitori privandoli del loro mestiere.
STILE GENITORIALE AFFETTIVO POSITIVO
Offre aiuto, offre il permesso di fare bene le cose, di cambiare, di vincere e di poter perdere.
Afferma, riconosce e conferma il diritto di ottenere riconoscimenti, essere importante, crescere, diventare autonomi, capaci di amare ed essere amati.
‘’Sono contento che sei qui….Mi interesso a te…sono con te’’
Essere gentili, interessarsi alle cose, fornire supporto.
STILE GENITORIALE CRITICO NEGATIVO
Ridicolizza, smonta, nega, giudica gli altri, trova difetti. Usa frasi generiche ‘’Tu sempre…. Tu mai….’’
Etichetta, insulta, non incoraggia, usa umorismo sarcastico.
Essere genitori è un viaggio, un percorso trasformativo e sfidante che dura tutta la vita segnando una profonda crescita personale e relazionale dove si impara ad offrire amore e sicurezza navigando tra gioie, paure e continue scoperte.